17 settembre 2016 | by Giovanni Fittante
È davvero necessario il servizio di scorta a Silvana Saguto?

L’interrogazione presentata nell’Ottobre del 2015 voleva soprattutto fare il punto su due cose. La prima è quella delle misure di sicurezza e cautelari legate alle scorte. Purtroppo sappiamo tutti che questo problema è in carico al Ministero dell’interno, però ci sono molti soggetti che vengono tenuti sotto scorta anche quando il pericolo è venuto a […]

L’interrogazione presentata nell’Ottobre del 2015 voleva soprattutto fare il punto su due cose. La prima è quella delle misure di sicurezza e cautelari legate alle scorte. Purtroppo sappiamo tutti che questo problema è in carico al Ministero dell’interno, però ci sono molti soggetti che vengono tenuti sotto scorta anche quando il pericolo è venuto a mancare. Molte volte, queste scorte, quando arrivano al quarto livello, finiscono per essere dei semplici accompagnatori.

Sappiamo tutti che è molto difficile arrivare alla revoca della scorta, anche quando in realtà il rischio che aveva fatto sì che si assegnasse la scorta si riduce notevolmente, e faccio riferimento al caso della dottoressa Saguto. Ma qui ci troviamo di fronte a un caso in cui la dottoressa Saguto, improvvisamente, è stata iscritta nel registro degli indagati perché ex presidente della sezione delle misure cautelari del tribunale di Palermo, ed è stata prorogata un’inchiesta per corruzione, induzione e abuso di ufficio. Si tratta di fatti molto gravi perché la procura di Caltanissetta sta ancora indagando sugli illeciti nella gestione dei beni sequestrati a cosa nostra, che coinvolge oltre alla dottoressa Saguto anche alcuni dei suoi familiari, amministratori e magistrati, e la proroga serve proprio per continuare ad indagare su una quarantina di amministrazione giudiziarie.

Da quando ho presentato l’interrogazione sembra che nelle amministrazioni questo cerchio magico fatto di favori e regali provenienti dalle ricchezze sottratte ai boss si sia esteso, creando un sistema che viene descritto come la mafia dell’antimafia.

Desta preoccupazione pensare che un soggetto, accusato di fare dei favori e o di usare il suo ruolo per avvantaggiare personaggi e distribuire beni sequestrati con l’antimafia, sia ancora considerato a rischio e venga tenuto sotto scorta. Ritengo che dovremmo utilizzare il personale della scorta per casi molto più seri e più a rischio.

 

Maurizio Romani – Intervento in aula di Giovedì 15 Settembre 2016



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