24 settembre 2016 | by Giovanni Fittante
Roma, la sua amministrazione e le Olimpiadi

Gli aventi diritto al voto sono circa 2.363.776. All’ultima elezione hanno votato quasi 1.347.352 cittadini. Al ballottaggio la Sindaca Raggi ha ottenuto il 67,5% dei voti, su 1.186.615 dei votanti, cioè il 50,2% degli aventi diritto, ha quantizzato circa 800.000 voti, cioè circa il 33% degli aventi diritto totale al voto in Roma. La percentuale […]

Gli aventi diritto al voto sono circa 2.363.776.
All’ultima elezione hanno votato quasi 1.347.352 cittadini.
Al ballottaggio la Sindaca Raggi ha ottenuto il 67,5% dei voti, su 1.186.615 dei votanti,
cioè il 50,2% degli aventi diritto, ha quantizzato circa 800.000 voti,
cioè circa il 33% degli aventi diritto totale al voto in Roma.
La percentuale scende al 30% dei cittadini Romani, se si considerano anche i non aventi diritto, cioè quei cittadini sotto i 18 anni.
Ovviamente la Sindaca eletta, insieme ai suoi consiglieri, ha l’onere e l’onore anche attraverso la sua giunta incompiuta di Governare Roma, adducendo a se la responsabilità delle decisioni prese come la tanto discussa notizia di ieri di non partecipazione alle candidatura per le Olimpiadi da parte di Roma.
Ad un gruppo politico che si riempie continuamente la bocca, oltre che i Social e i Media, dicendo di essere onesto e trasparente, che le scelte fatte sono frutto di una democrazia partecipata, ecco, noi di Italia dei Valori domandiamo se è stata fatta una effettiva valutazione urbanistica del caso da parte dell’assessore, una valutazione che rilevi che Roma città Eterna, Imperiale, Olimpica, non sia in grado di supportare e sopportare un simile evento.
La motivazione addotta, secondo l’amministrazione di Roma, a giustificare il no si riduce a due questioni:
1) che le olimpiadi creerebbero maggior indebitamento: sarebbe opportuna, anche qui, una precisa valutazione da parte dell’assessore al bilancio, non pervenuto;
2) che potrebbero moltiplicarsi i fenomeni di male pratiche e corruzione, durante i lavori di adeguamento delle strutture ricettive, coinvolte nei giochi olimpici.
Una forza politica che Governa ha l’onere di mettere in atto tutte quelle buone pratiche e tutti quei controlli che prevengano il malaffare, non ha il diritto di sottrarsi dal mettere in atto investimenti che se ben gestiti possono mettere in moto un circolo virtuoso a vantaggio della città e della Nazione. Il punto è saper gestire, saper governare i processi messi in atto.
Ciò è possibile se chi governa ha capacità di saper fare, saper essere, saper divenire.
Non è sufficiente proclamarsi onesti.
La capacità governativa la si dimostra attraverso azioni e sfide, anche difficili, come le olimpiadi: la si dimostra se si riesce a prendersi in carico grandi oneri, dimostrando di riuscire a fare, rimanendo onesti, operando nella legalità.
Avere rinunciato alle Olimpiadi per soddisfare un Grillo nella Testa, fa pensare ad una mancanza di democrazia partecipata, tanto sbandierata e poco perorata, una mancanza di decisioni condivise democraticamente, ma soprattutto fa pensare che chi è alla guida della Città Eterna non abbia la piena consapevolezza di cosa significhi Governare Roma.
Noi IDV sosteniamo le ragioni di Malagò, sosteniamo anche che era necessario coinvolgere i cittadini romani, consultandoli sulla decisione da prendere nei confronti dell’evento olimpiadi.

 

Intervento in aula di Alessandra Bencini



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